Alessio Fantozzi, Addio al Leone del Banzai

Alessio Fantozzi

Oggi le onde di Santa Marinella sembrano infrangersi sulla costa con una tristezza diversa, orfane di uno dei loro figli più devoti. Alessio Fantozzi, da tutti conosciuto e amato come il “Leone del Banzai”, ci ha lasciati dopo aver lottato contro una brutta malattia. La sua scomparsa apre un vuoto incolmabile nel cuore della "Perla del Tirreno" e in tutto il panorama surfistico italiano.

Alessio Fantozzi

La sua presenza in acqua era inconfondibile: capelli lunghi, occhi chiari, fisico asciutto, la barba incolta e quell’off the lip verticale che negli anni era diventato il suo marchio di fabbrica. Per oltre quarant’anni, la vita di Alessio è stata legata a doppio filo al mare, rendendolo un vero pioniere del surf laziale in un’epoca in cui questo sport era ancora lontano dalla popolarità di oggi. In acqua era un avversario temibile ma sempre corretto e rispettato da tutti.

Ma Alessio era molto più di un surfista di talento; era un mentore e una guida. Nel 2002 aveva fondato laBanzai Surf School, trasformandola in un punto di riferimento per tantissimi appassionati. Attraverso la sua scuola ha accompagnato innumerevoli giovani alla scoperta del surf, trasmettendo loro non solo la tecnica per affrontare le mareggiate, ma soprattutto il rispetto e la passione per il mare. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo descrive come un ragazzo solare e generoso, sempre pronto a regalare un sorriso o un consiglio a chi si presentava in spiaggia con la tavola sotto il braccio. La sua infinita bontà d’animo si rifletteva anche nel sociale: aveva infatti creato “Surf4children“, un’iniziativa nata in collaborazione con i medici dell’ospedale Bambin Gesù.

L’intero mondo dello sport piange questa gravissima perdita, ricordando l’uomo dietro al campione.Alessandro Dini, presidente diACSI Surfing, ha raccontato come la notizia sia arrivata come un colpo allo stomaco durante una giornata di onde e di gare, ricordando le innumerevoli esperienze condivise, dalla carriera di atleta e portabandiera del Banzai Surf Club, fino alla grande passione di Alessio per il coaching. Nelle sue parole commosse emerge il ritratto di un’anima pura:

Ciao Alessio.
Voglio dirti che questa giornata era iniziata come piaceva a noi. Una giornata di onde, di fine estate, su una spiaggia piena di ragazzini eccitati per l’apertura di una gara di surf dedicata a loro, una classica sulla costa toscana dell’alta Versilia. Prima della gara, una manciata di giudici attempatelli, tra cui io, ha fatto il solito briefing pre-gara. Non ci crederai, ma non avevamo ancora ricevuto la brutta notizia della tua scomparsa, eppure ti abbiamo nominato. “Sai come sta Alessio?”, ha chiesto Giovanni Briganti al mitico Bicio (Fabrizio Gabrielli). Inutile dirti che nei nostri cuori e di tutti quelli che ti conoscevano, c’era la speranza di una tua guarigione. Si, perché tu sei una di quelle rare persone a cui è quasi impossibile non voler bene.

Poi, appena lasciato il campo gara, mi arriva la notizia, un colpo allo stomaco. Ho ripassato tanti momenti condivisi, le tue tante gare disputate con la Fisurf, sia da atleta che come porta-bandiera del Banzai Surf Club insieme a Maurizio, Alessandro Di Spirito e tanti altri tuoi amici d’onda locali. Le tante visite che ti ho fatto al Banzai surf shop quando mi occupavo del marketing in Quiksilver, e i tuoi suggerimenti sui talenti locali. “Ale, prendi nel team ‘sto regazzino, oh, guarda che sta a andà forte”. Infine, ti ho conosciuto come istruttore. Notai da subito la tua passione per il coaching durante i corsi ISA L1 e L2 ai quali hai partecipato. Sono passate solo poche ora da quando la notizia che ci hai lasciato ha iniziato a riempire i socials, ma un sacco di amici comuni mi stanno chiamando.

Dovunque tu ti trovi, sappi che sei amato e non sarai dimenticato, non solo perché sei, come tanti di noi, un surfista storico ma per i tuoi modi, per la tua gentilezza e la tua passione per il surf. Il tuo amico Alessandro, che ha avuto la fortuna di conoscerti.”

A fare eco a questo dolore sono arrivate anche le parole diClaudio Ponzanelli, presidente dellaFissw, che ha sottolineato come il surf italiano abbia perso un’icona. Ponzanelli ha celebrato l’incredibile eredità di Fantozzi, definendolo non solo un surfista fortissimo e un coach, ma un autentico maestro di vita. Il suo ultimo messaggio è una dedica che vibra della stessa energia che Alessio portava in mare:

Alessio Fantozzi
Alessio in azione al Sardinia Quiksilver Trophy 2004, foto: Alessandro Dini

“Tutto il mondo del surf italiano perde un altra icona. In questo momento di grande sconforto ci piace ricordare l’incredibile eredità che Alessio Fantozzi lascia al nostro movimento. Non solo un surfista fortissimo, non solo un coach, ma un maestro di vita. Tutti noi piangiamo la sua scomparsa.
Ciao Alessio, ora soffia forte per noi e fai imbestialire il Mediterraneo”

Alessio Fantozzi

Buon viaggio, Leone. Le onde che hai cavalcato e l'amore che hai seminato continueranno a vivere in ogni ragazzo che, grazie a te, ha imparato a guardare l'orizzonte con una tavola sotto braccio.