Episodio 132 Andy D'Anselmo

Episodio 132 Andy D'Anselmo

Chi non conosce Andy D'Anselmo ?! beh, chi è nell'ambiente del surf da qualche anno non può non conoscerlo perché è ed è stato sempre un personaggio molto attivo nella comunità Surfer ! Un gran sorriso ed un signore nei modi di fare ... ma molto divertente allo stesso tempo ... ma iniziamo subito !

Sons:“Ciao Andy, presentati ai nostri lettori.”

Andy:“SonoAndrea D’Anselmo, ma tutti mi chiamano Andy. Sono nato in India nel lontano 1966, poi ho vissuto all’estero fino a 18 anni perché mio padre lavorava per il ministero degli affari esteri. Adesso vivo a Roma, sono sposato e ho dei figli. Surfo da circa 40 anni.”

Sons:“Come, dove e quando hai iniziato a fare surf ?”

Andy:“Ho iniziato nell’estate del 1981 nella Repubblica di Panama, un paese tropicale con due oceani. Mi ha spinto a iniziare un mio amico americano, già dalla primavera avevamo iniziato con lo skimboard, poi verso l’estate il fidanzato di sua sorella ci ha fatto iniziare su una classica single fin di 7 piedi. Ci siamo ruotati in acqua su quell’unica tavola e ci siamo divertiti così tanto che da quel giorno sono stato agganciato per sempre al surf, gli americani dicono “hooked”.

Sons:“Raccontaci di come, quando sei arrivato in Italia, hai trovato l’aggancio con i surfisti del tempo.”

Andy:“Arrivai in Italia in un inverno, credo fosse il 1984. All’università conobbi un ragazzo molto simpatico che sentendomi sempre parlare di surf mi presentò un suo vicino di casa,Antonio Cipolloniche tutt’ora è uno dei miei migliori amici con cui faccio surf. Antonio mi portò nel settembre del 1985 a surfare a Banzai dove conobbiGiorgio PietrangelieMassimo Navarro.”

Sons:“Si, le date tornano. Io conoscevoGiorgioalmeno da un anno prima, ma la prima volta che l’ho visto surfare in una gara in Italia fu nel maggio del 1985 quando organizzai una gara a livello europeo al pontile di Forte dei Marmi.”

Andy:“Aggiungo che ancor prima di conoscereGiorgioeMassimo, avevo letto su una rivista di Windurf (Windsurf Italia), un tuo articolo che parlava delle onde di Viareggio. Fu lì che realizzai che si poteva fare surf in Italia e mi dissi “Devo andare in Versilia”.

Sons:“Cosa che poi avvenne, ricordo molte vostre visite e surfate insieme. Ricordo anche che mi portaste una copia di una rivista che si chiamava “Onda”, dove vidi belle foto del Lazio, Banzai, Cala della Morte e altre che mi fecero sognare.” 

Andy:“Si, quello è rimasto il primo e unico numero di “Onda”, che era un’ idea sviluppata daVinci CegliaeGiorgio Pietrangeli, non ci furono altre uscite.”

Sons:“Ricordo ancora il nome del fotografo, un certoKurt.”

Andy:“Si, esatto.Carlo Kurt  Caesarfu il primo a farci le foto anche dall’acqua, aveva una macchina fotografica subacquea e ci faceva le foto sia a Banzai destro che sinistro. Anche se le foto che colpirono di più della rivista penso furono quelle scattate a Cala della Morte, ci fu una grande mareggiata nell’87, la più grande che avevo visto in Italia fin a quel momento.”

Sons:“Cosa ricordi dei vostri trip in Toscana ?”

Andy:“Io salivo su con grande piacere insieme aMaurizio MarchisioePietrangeliperché quello che trovavamo al tuo surf shopNatural Surf, a Roma e dintorni non lo trovavamo ancora. Viareggio era sicuramente la capitale del surf in quei giorni, era un po’ come la California. E poi ricordo la vostra calda ospitalità e il clima di amicizia conte,Patrizio Jacobacci,Jacopo Migliorinici accoglievate e ci mostravate i vostri spot. E c’era anche una sana rivalità e competizione, ma sempre all’insegna del rispetto e dell’amicizia. Infatti, quando hai organizzato le prime trasferte della nazionale agli eventi internazionali,Giorgio Pietrangeline faceva già parte, a riprova che i rapporti tra di noi sono sempre stati ottimi. La cosa più bella è che abbiamo preso belle onde e ci siamo divertiti tantissimi, anche con tante risate tra di noi. I ragazzi di oggi non si immaginano neppure come l’hanno avuta facile rispetto a noi. Il surf negli anni 80, il surf non lo conosceva nessuno e se parlavi di surf ti sentivi dire “Ah, quello con la vela?”, oppure “Ma dove vai…”.

Sons:“Mi racconti la tua passione per le tavole d’epoca? Vedo tuoi post dove mostri dei pezzi meravigliosi.”

Andy:“Io ho imparato  a fare surf con dei single-fin. Da “grande kahuna”, ho iniziato a surfare con una single-fin negli anni ’80 e tutt’ora ritengo che la single ha una sua classe, una storia tutta sua che anche i ragazzini dovrebbero avere nel loro quiver. Perché comunque sia dà le basi su come fare i bottom-turn, le curve e anche se la tavola risulta un po’ più rigida, fluidifica lo stile e non lo dico solo io, ma surfisti ben più famosi. Venendo alla domanda, si: mi piace collezionare tavole, soprattutto quelle vintage. Non parlo di tavole degli anni 50 o 60, difficili da trovare e quindi molto costose, ma del periodo in cui ho iniziato a surfare, anni 80.”

Sons:“Quali sono i tuoi idoli, sia come shapers che come surfers ?”

Andy:“Oh mamma mia, sono troppi… Comunque, due o tre per me sono sopra tutti. Come shaperGeoff McCoy, lo shaper diCheyne Horan, e so che anche te lo ammiri molto surfando su unaMcCoy Nugget. E’ stato il primo a rompere gli schemi. Poi, mi piacciono molto le tavoleChannel Islandse leRusty. Come surfers, di quelli vintageCheyne Horan,Tom Currene ultimamenteAndy Irons. Attuali,Mason Ho, perché è fortissimo tecnicamente ma poi perché vive il surf in modo divertente, lui è proprio “una vita da sogno”. PoiJohn John FlorenceeGabriel Medina. Comunque, del surf moderno apprezzo il gesto tecnico, ma a me piace il power-surfing, le grandi curve eseguite con potenza.”

Sons:“Cosa pensi del localismo ?”

Andy:“Non lo comprendo, soprattutto quando è violento e senza motivo. Però la mancanza di rispetto è dovuta anche a una mancanza di educazione che surfisti “vintage” come noi possono aiutare a diffondere. Ma spetta anche alle numerose surf school insegnare ai principianti la surfing etiquette, le regole sulle precedenze etc.. In ogni caso, non ci si può arrabbiare in acqua al punto di rovinarsi la giornata, il surf è uno sport ma è anche uno stile di vita che ti dovrebbe dare gioia, sempre.”

Sons:“Cosa ne pensi diSons Of The Oceane in generale del problema dell’inquinamento delle coste.”

Andy:“Penso che lo stato centrale e le regioni dovrebbero fare molto di più, ma in attesa che si sveglino, iniziative come la vostra sono utili a sensibilizzare sia le persone che le istituzioni. Infatti, ho deciso proprio in questi giorni di tesserarmi con voi !”

Sons:“Ottima decisione, Andy ! Vuoi salutare o ringraziare qualcuno ?”

Andy:“Si, voglio salutare la“vecchia banda”, i primi pionieri di tutta Italia.”

Beh che altro aggiungere ?! Probabilmente Andy, insieme a Giorgio, Alessandro, Patrizio, Sole, Michele e qualche altro sono stati quelli che hanno messo il seme in tutti noi per essere quelli che siamo oggi ... i veri Sons of the ocean erano e sono loro ! grazie ragazzi ... grazie Andy !