23 dicembre, una data per me molto importante in quanto 24 anni fa nacque il mio secondo figlio, Jacopo. Una felice data di nascita. Fu invece una tragica data di morte quella del 23 dicembre 1994, quella che a Mavericks portò via uno dei più famosi big-wave rider di quei tempi, l’hawaiiano Mark Foo.

Capitolo 12 - 23 dicembre: una data di Nascita e di Morte
l'ultima onda di Mark Foo del 23 dicembre

Lo stesso giorno del 1995, quasi alla stessa ora, un altro noto big-wave rider perse la vita facendo quello che lui, comeMark, amavano di più: sfidare le più grandi onde inviategli da Madre Natura.Donnie Solomonmorì aWaimea Bay, lo spot che aveva reso celebreFooquando surfò un’onda close-out di 45 piedi. Erano entrambi surfisti estremamente esperti e preparati, che avevano cavalcato centinaia di onde sopra i 25 piedi, ma le circostanze che possono portare alla morte di un big-wave rider possono essere molte e imprevedibili.

Markaveva viaggiato di notte dalle Hawaii alla California per catturare le gigantesche onde diPillar Point. Era arrivato stanco, non abituato a surfare con una pesante muta che lo proteggesse dalle fredde e “sharky” onde diMavericks, allora sotto i riflettori dei media come una delle più challanging waves del pianeta. L’onda su cuiMarkperse la vita fu stimata una “banale” 18 footer. Il corpo venne trovato circa due ore dopo la caduta, quando decine di onde erano state surfate dagli altri surfisti in acqua.

Agli inizi degli anni ’90, la continua copertura mediatica delle riviste americane incentrata sulle grandi onde hawaiiane (soprattuttoWaimea e Sunset), aveva un po’ stufato ed era iniziata la corsa a scoprire e valorizzare nuovi big-wave spot. In certi casi questa ricerca fu in realtà una riscoperta, come nel caso dell’onda diCortez Bank, surfata la prima volta nel 1961 da un surfer californiano, certoHarrison Ealy. Per la cronaca,Mike Parsonla resa poi famosa quando nel 2001 la assaltò insieme a un pugno di coraggiosi surfisti (Ken Collins,Peter MeleBrad Gerlachin tow-in, mentreEvan SlatereJohn Wallatentarono di prendere le onda a braccia e quasi perdono la vita nel tentativo). Fu poi la volta diTodos Santosa balzare in vetta alla cronaca, e la sua fama toccò l’apice nel famoso inverno di El Nino nel febbraio del 1998 quandoTaylor Knoxcavalcò la celeberrima onda da 50.000 dollari. Era lì, sulla barca a fare le foto, e quel giorno resta uno dei più indimenticabili che ho mai vissuto in oltre 40 anni di surf e di viaggi, in quanto temetti più volte che la barca appoggio venisse travolta da quelle montagne d’acqua. Oggi, la Mecca del surf èNazarè, in Portogallo, dove surfisti comeFrancisco PorcellaeAlessandro Marcianò portano alto il tricolore. Ma c’è un’altro 23 dicembre che vale la pena ricordare, quello del lontano 1914, quando il padre del surf moderno, il leggendarioDuke “Paoa” Kahanamokuintrodusse il surf in Australia trascinando una donna (Isabel Letham) nelle acque di Fresh Water e le fece surfare un’onda su una rozza e pesante tavola di legno portata in spiaggia a bordo di una carrozza trainata da un cavallo bianco.Dukenon solo insegnò ai locals come prendere le onde, ma gli mostrò come si costruisce una tavola che egli ricavò da un particolare tipo di pino (sugar pine). InfinitoDuke

Capitolo 12 - 23 dicembre: una data di Nascita e di Morte

Per questi fatti appena descritti, per me il 23 dicembre è una data speciale, fatta di ricordi belli e brutti, di luce e di ombre, accompagnati dalle musiche del Natale e dai “plop” dei tappi di spumante che in questi giorni di festa, non esito a stappare ogni sera. AlohaMark,Solomon,Duke. Buon compleanno, figlio mio. Buon Natale a tutti.

“The life I’ve had has been good enough that I can die happily. Surfing’s done that; surfing’s given me that. So, I can accept dying while I’m surfing.”

Mark Foo