Sons of the flow

Sons of the flow

Sons of the flow
Spero, grazie all’opportunità che Sons of the Ocean mi ha offerto con questa rubrica, di riuscire a portare la psicologia al di fuori della classica stanza dello psicologo e permettere a tutte le persone di conoscerla, viverla e “sperimentarla” nella quotidianità anche attraverso sport come il surf.

Avete mai pensato a quanti fattori psicologici entrano in gioco prima, durante e dopo una session? Sono certa di si, di molti ne siete consapevoli e altri sono più o meno inconsci. Insieme li scopriremo, ne capiremo i meccanismi e gli daremo un nome. Inoltre penso che il surf sia un maestro di vita che a volte ci culla dolcemente sulle sue onde glassy e altre ancora invece impartisce dure lezioni con i suoi shorebreak e closeout, ponendoci davanti ai nostri limiti e ricordandoci e insegnandoci l’importanza dell’umiltà, della pazienza, della costanza e del rispetto dell’ambiente e degli altri. Insegnamenti questi che valgono anche sulla terra ferma e che possiamo applicare nei diversi ambiti delle nostre vite con l’aiuto delle conoscenze psicologiche. Ringrazio anche tutti voi che mi leggerete e che farete parte di questo spazio che per me rappresenta la libertà di trasmettere l’inebriante serenità e felicità che questo mondo mi ha trasmesso sin dall’inizio e che giorno per giorno sto attraversando in punta di piedi imparando dentro e fuori dall’acqua dai più esperti. Il nome della rubrica “Sons of the flow” nasce da questa semplice felicità, dall’impegno, dalla mia anima da sognatrice e dal sentirmi connessa con tutti voi. Grazie al presidente Matteo che grazie ai social mi ha casualmente incrociata, ascoltata e accolta nella family. Buona lettura e Mahalo!